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maria montessori"Il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione, è il nostro maestro anche nei riguardi della sua educazione"
Maria Montessori

I miei ricordi della scuola Montessori sono come qualcosa di sereno, colorato, gioioso. L’aspetto pedagogico, la peculiarità del metodo e delle attività le ho potute invece comprendere quando, nei miei studi per diventare insegnante, incontrai le opere di Maria Montessori, medico e pedagogista.

Nei miei “ricordi”di scuola, l’attività di tutti i giorni era guidata da un senso di libertà. Non ricordo i rimproveri degli insegnanti: si lavorava in piccoli gruppi, con responsabilità comune e condivisa. La maestra controllava gli alunni e correggeva gli errori, spiegando a tutti, così tutti apprendevano, senza capo e senza esclusi. Ognuno collaborava con libertà.

Le aule erano luminose, non chiuse da porte: dei muretti laterali delimitavano l’ambiente. La scuola era fornitissima di materiale comune, di tutti i bambini: non esisteva il “mio” e il “tuo”, tutto era “nostro”.

Non si davano compiti a casa e ognuno aveva degli incarichi precisi da svolgere, con turni settimanali indicati su un grande tabellone. I turni erano per il servizio della merenda, per quello del pranzo,per riordinare le aule e per curare fiori nei vasi che ornavano l’aula. Noi bambini collaboravamo anche con le cuoche della mensa e loro erano parte integrante del nostro percorso educativo.

Il materiale lo ricordo benissimo: il campanellino, il cartello “SILENZIO”, il cestino delle poesie scritte e illustrate, la scatola delle forme geometriche, i cassetti per i quaderni, fogli, matite, penne e altro. I grembiuli li cambiavamo spesso ed erano sempre di colore allegro.

La protettrice delle scuole montessoriane era la principessa Maria Jose’ di Liegi, consorte del principe Umberto I di Savoia, e ricordo molto bene quando la principessa venne a visitare la mia scuola, sita a Roma, in viale Angelico. Poi nel 1934, mentre frequentavo la IV Classe, la scuola fu chiusa e dovetti iscrivermi alla statale Cristoforo Colombo, dove noi “alunni montessori” fummo accolti con diffidenza manifesta e considerati alunni “di scarto”. Ma ci tengo invece a precisare che la nostra preparazione ci consentì di sostenere agevolmente l’esame di stato e di non frequentare la V classe elementare.

Maria Luigia Della Longa
(Alunna Montessoriana DOC)